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La lettera ai decisori europei
Recentemente, i gruppi E-Mobility Europe e ChargeUp Europe hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, esprimendo preoccupazione per il futuro della mobilità elettrica in Europa. Questi gruppi, che rappresentano una vasta gamma di attori nel settore delle auto elettriche, hanno chiesto di mantenere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 e le relative sanzioni, che potrebbero costare alle case automobilistiche fino a 15 miliardi di euro. La lettera giunge in un momento cruciale, a pochi giorni dalla presentazione di un piano strategico per l’industria automobilistica, che mira a rispondere alle sfide attuali e future del settore.
Il ruolo delle sanzioni nella transizione energetica
Secondo i firmatari della lettera, le sanzioni non dovrebbero essere viste come un ostacolo, ma piuttosto come un’opportunità per finanziare la transizione verso una mobilità più sostenibile. Le case automobilistiche, tra cui nomi di spicco come Tesla e CATL, sostengono che ogni ritardo nell’implementazione degli obiettivi di riduzione delle emissioni non fa altro che allontanare l’Europa dalla leadership globale nel settore della mobilità elettrica. In particolare, si teme che un rallentamento possa compromettere gli investimenti necessari per sviluppare infrastrutture di ricarica e nuovi modelli di veicoli elettrici.
Prospettive di crescita per il mercato elettrico
Nonostante le preoccupazioni, ci sono segnali positivi per il mercato delle auto elettriche. La lettera evidenzia che undici nuovi modelli elettrici sotto i 25 mila euro stanno per entrare nel mercato, e le vendite di veicoli elettrici a batteria (BEV) hanno registrato un aumento del 40% a gennaio rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Aurelien de Meaux, CEO di Electra, ha dichiarato che le stime di 15 miliardi di euro in sanzioni sono eccessivamente pessimistiche. Secondo le sue proiezioni, le multe potrebbero aggirarsi tra i 4 e i 6 miliardi di euro, e potrebbero essere ulteriormente ridotte grazie a meccanismi di pooling già adottati da alcune case automobilistiche.