La sfida della biodiversità: Roma ospita la COP16 per un futuro sostenibile

Un incontro cruciale per il finanziamento e il monitoraggio della biodiversità globale

Un incontro di importanza globale

Dal 25 al 27 febbraio, Roma diventa il palcoscenico della diplomazia ambientale con la Conferenza delle Parti sulla biodiversità, nota come COP16. Questo evento si propone di affrontare questioni cruciali, tra cui il finanziamento della biodiversità e il monitoraggio dei progressi nazionali. L’obiettivo ambizioso di raccogliere 200 miliardi di dollari all’anno per proteggere la natura è messo a rischio da divisioni politiche e crisi economiche, rendendo questo incontro un momento decisivo per il futuro del nostro pianeta.

Le sfide del finanziamento

Il finanziamento della biodiversità è un tema centrale della COP16. Nonostante l’accordo di Kunming-Montreal del 2022 avesse stabilito l’urgenza di fermare la perdita di biodiversità entro il 2030, le modalità di finanziamento rimangono poco chiare. A Cali, durante il precedente incontro, sono stati raccolti solo 163 milioni di dollari, ben lontani dai 30 miliardi richiesti. I Paesi a basso reddito, custodi delle aree più ricche di biodiversità, chiedono un contributo maggiore da parte delle nazioni sviluppate e delle multinazionali, mentre le economie emergenti sono chiamate a fare la loro parte.

Monitoraggio e responsabilità

Un altro aspetto cruciale della COP16 è la definizione di parametri chiari per misurare i progressi nella protezione della biodiversità. Attualmente, più della metà dei Paesi firmatari non ha presentato piani concreti per rispettare l’impegno di proteggere almeno il 30% della terra e dei mari entro il 2030. Senza dati certi, il sistema rischia di collassare per mancanza di responsabilità. L’Unione Europea, in particolare, punta a stabilire meccanismi di revisione chiari e trasparenti per garantire che gli impegni non rimangano solo sulla carta.

Il contesto geopolitico

Il vertice di Roma si svolge in un contesto geopolitico complesso, dove le crisi economiche e sociali minano la volontà politica di investire nella biodiversità. Le tensioni tra Paesi sviluppati e in via di sviluppo sono palpabili, e senza una chiara volontà di cooperazione, il rischio di un nuovo fallimento è concreto. Oscar Soria, co-CEO della ONG The Common Initiative, avverte che questo potrebbe essere un momento storico, ma solo se si avrà il coraggio di agire. Con l’avvicinarsi della COP30 a Belém, in Brasile, il successo o il fallimento della COP16 avrà conseguenze decisive sulla credibilità della comunità internazionale nella lotta per la biodiversità.

Scritto da Redazione

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