L’economia circolare: opportunità e sfide per le imprese italiane

Scopri come le imprese italiane possono trarre vantaggio dall'economia circolare e le sfide da affrontare.

Un risparmio significativo per le imprese

Le pratiche di economia circolare stanno dimostrando di essere una vera e propria manna per le imprese manifatturiere italiane, generando risparmi superiori a 16 miliardi di euro. Tuttavia, questo risultato rappresenta solo il 15% del potenziale teorico che si stima possa essere raggiunto entro il 2030. Nonostante ciò, l’adozione di queste pratiche offre un’opportunità unica per le aziende di migliorare la loro competitività e sostenibilità, soprattutto in un contesto economico segnato da crescenti costi delle materie prime.

Adesione crescente all’economia circolare

Secondo uno studio condotto dalla Direzione Strategie Settoriali e Impatto di Cdp, nel 2024 il 42% delle imprese italiane ha già implementato almeno una misura di economia circolare, con un ulteriore 22% che prevede di farlo in futuro. Le regioni più attive in questo ambito sono la Lombardia, il Piemonte e il Veneto, dove le aziende di maggiori dimensioni mostrano una maggiore predisposizione all’adozione di pratiche circolari. La maggior parte delle iniziative si concentra sul riciclo, mentre solo una parte minore è dedicata a prolungare la vita utile dei prodotti.

Il divario tra innovazione e investimento

Un aspetto preoccupante emerso dallo studio è il divario tra il numero di brevetti registrati e gli investimenti effettivi in economia circolare. L’Italia si colloca al secondo posto in Europa per numero di brevetti, ma gli investimenti rimangono inferiori rispetto ad altri Paesi. Questa incongruenza penalizza le aziende italiane, che, sebbene siano abili nel generare idee innovative, faticano a tradurle in pratiche produttive concrete. Come sottolinea Simona Camerano, Responsabile Scenari Economici di Cdp, “siamo bravi a brevettare, ma meno a implementare”.

Le sfide per le piccole e medie imprese

Le piccole e medie imprese (PMI) affrontano ulteriori difficoltà nell’accesso al credito e nell’adozione di strumenti di finanza sostenibile, necessari per investire in economia circolare. Solo una PMI su quattro utilizza strumenti di finanza sostenibile, limitando così le loro capacità di misurare e comunicare le performance ambientali, sociali e di governance (ESG). Questi requisiti sono fondamentali per accedere a finanziamenti e supporto per l’innovazione. Tuttavia, le aziende che riescono a superare queste sfide e investire in pratiche circolari ottengono vantaggi significativi, come una minore probabilità di default e un potenziale innovativo superiore.

Scritto da Redazione

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